Malva

La malva silvestre (Malva silvestris), conosciuta come anche malvarosa o malvaregina, appartiene alla famiglia delle Malvacee, è tra le piante più comuni che si possono reperire a livello selvatico. La specie è utilizzata sia per scopi medicinali che per i trattamenti di bellezza, sfruttata soprattutto in cucina per la preparazione di diversi piatti.

Caratteristiche e descrizione della pianta

La malva è una pianta biennale, cespugliosa, con un fusto peloso, in grado di raggiungere altezze fino a novanta centimetri. Le foglie sono lunghe e picciolate, possono presentare dai cinque ai sette lobi, mentre i fiori rosa o violacei, sono striati e formati da cinque petali. La malva fiorisce tra i mesi di marzo e ottobre. I fiori e le foglie si possono utilizzare fresche oppure in forma essiccata. La malva comprende circa 40 specie differenti, utilizzate soprattutto a scopo ornamentale.

La malva cresce soprattutto in Europa e in Asia, nelle zone a clima più temperato. In Italia si trova spesso ai piedi delle montagne alle pianure, in luoghi erbosi e su sentieri di campagna, prediligendo i terreni ricchi di azoto.

Nell’antichità veniva usata come panacea per tutte le malattie, soprattutto per quelle respiratorie. Per le tossi particolarmente persistenti, può essere preparato un infuso di malva, tasso barbasso, parietaria ed altea. Pitagora sosteneva che questa pianta, se mangiata ogni giorno, poteva placare le passioni e purificare la mente. Orazio e Marziale, invece, credevano che potesse accentuare gli effetti di altre erbe.

Le contadine francesi, nell’Ottocento, usavano mettere i fiori di malva nel corredo nuziale, perché si diceva che aiutasse a conservare la bellezza con l’avanzare dell’età.

Le sue proprietà benefiche 

Le proprietà benefiche della malva sono conosciute sin dall’antichità. In passato, ma anche odiernamente, viene impiegata come antinfiammatorio, astringente, calmante, emolliente e lassativo. Per uso interno, la tisana preparata con i suoi fiori può essere usata contro bronchiti, tosse e catarro.

Le foglie, invece, se consumate cotte possono stimolare l’appetito e facilitare la digestione. La malva è un ottimo purificante del sangue, assunta spesso dai bambini come lassativo grazie al suo caratteristico gusto dolciastro.

Chi soffre di cistite, può preparare un decotto di erica (20 grammi), malva (40 grammi) ed olmaria (20 grammi), lasciando bollire il tutto in 250 millilitri di acqua per cinque minuti. Il preparato può essere assunto nella posologia di due tazzine al giorno.

Per impiego esterno, invece, il suo infuso viene usato per gargarismi e sciacqui in caso di ascessi dentari, afte e stomatiti. In caso di infiammazioni intestinali la malva viene utilizzata anche nelle formulazioni dei clisteri. Il cataplasma a base di malva può essere usato contro eczemi, irritazioni ed eruzioni cutanee, foruncoli, pruriti e punture di insetti.

La malva può essere utile anche per la realizzazione di un collirio, da preparare in casa, portando a bollore 200 millilitri di acqua con 50 grammi di petali di malva, lasciando il tutto in infusione per 15 minuti. Una volta filtrato l’infuso deve essere lasciato raffreddare completamente, conservato in frigorifero. Il collirio di malva è indicato per lavaggi oculari, in caso di arrossamenti e allergie, applicando due gocce negli occhi, per un massimo di due applicazioni al giorno.

In cucina, i suoi germogli e le sue foglie, si possono consumare crudi nelle insalate oppure cotti insieme alle verdure, o finemente tritati, per insaporire minestre e risotti.

Utilizzi di bellezza per la pelle e per il viso

Il decotto preparato con i fiori e le foglie di malva può essere aggiunto all’acqua per il bagno, per idratare a fondo la pelle grazie alla presenza di mucillagini. L’infuso di malva, inoltre, può essere impiegato per lavaggi e impacchi agli occhi stanchi ed irritati.

La malva viene usata per prodotti antirughe e per il trattamento della pelle matura. Contro i segni dell’età è possibile realizzare una pomata per le rughe, preparata in casa, triturando 100 grammi di foglie di malva e 50 grammi di burro aggiunti in un bicchiere d’acqua. Gli ingredienti devono essere lasciati bollire e successivamente filtrati per tela. La pomata ottenuta si può applicare sul viso, dopo averlo pulito e massaggiato con cura.

In commercio, comunque, si possono trovare delle ottime creme naturali a base di malva per il viso, adatte alle diverse esigenze, associate spesso a frutti, come la mandorla o la bardana. Le sue proprietà si adattano anche alle creme per pelli secche e/o affette da problemi come l’acne.

La maschera viso a base di questa pianta, si dimostra un ottimo prodotto dermopurificante, e conferisce di nuovo luminosità alla pelle, oltre ad effettuare una pulizia più profonda ed attenuare le rughe. Chi desidera farne una in casa, può prendere un decotto di foglie di malva, macerate in acqua bollente per almeno due ore, in aggiunta a 2 cucchiai di miele, 2 di yogurt ed 80 grammi di avena.

Gli ingredienti devono essere mescolati tra loro fino ad ottenere una crema (né troppo solida né troppo morbida). Il prodotto deve essere applicato sul viso, lasciandolo agire per una decina di minuti prima di risciacquare.

Effetti collaterali e controindicazioni

La malva non presenta alcuna controindicazione. Nonostante la sicurezza del principio attivo vegetale è importante non superare mai le dosi consigliate. L’assunzione di malva, così come la sua applicazione topica, può comportare allergie e irritazioni cutanee, accompagnate da arrossamenti, in caso di ipersensibilità. In questo caso è consigliabile interrompere qualsiasi trattamento e rivolgersi al proprio medico curante.

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